Al Museo Nazionale Atestino a Este (Padova) sono esposti esempi di arte fabbrile paleoveneta di straordinaria fattura. Cinturoni, fibbie, vasi in bronzo riccamente decorati, testiere per cavalli, ma anche spade e lance testimoniano una grande confidenza con le arti metallurgiche. Nell'eta' del ferro, nel successivo periodo romano, si e' continuato a produrre armi e utensili da lavoro: tra questi sono esposti bellissime lame a S, una sica e un coltello chiudibile con manico in osso scolpito.

Atheste, oggi Este, deve il nome al fiume Athesis (Adige) che un tempo scorreva su un alveo diverso da quello odierno. Come Adria nello stesso periodo (da cui il nome del mare su cui si affacciava), anche Este fu una citta' fiorente perche' nodo commerciale e culturale fra diverse civilta' 1000 anni prima di Cristo.
E' in omaggio alla citta' dove sono nato che ho deciso di marchiare le mie lame con il suo nome. A lei devo buona parte di quel che sono.
Il coltello unisce un doppio aspetto: l'uso e il simbolo. Usato per lavorare, cacciare, mangiare, difendere o offendere ma anche oggetto rituale, di valore estetico ed espressione delle culture dei popoli, della tecnica e della tradizione. In tutto il pianeta. Dall'alba dell'uomo. Nella storia sono stati utensili in uso a pastori, contadini, pescatori e carrettieri, ma anche oggetti di difesa per pellegrini, mercanti e nobildonne e hanno rappresentato e tuttora rappresentano un capitolo della nostra cultura sociale e tecnica.

L'Italia e' una terra di grande tradizione di lame e coltelli. Gia' i romani antichi usavano coltelli chiudibili, tipologia che fra '700 e '800 ha raggiunto le forme che ancora oggi appassionati artigiani ripetono, con i materiali e le tecniche costruttive di un tempo. Solo in questo modo si puo' tenere tra le mani un oggetto d'uso e insieme un simbolo, un ferro tagliente con dentro una storia.


 
Coltello d'Este di Federico Ambrosi - Copyright ©2010 - tutti i diritti sono riservati